Attenzione, per i patiti della lettura, ai libri velenosi: volumi dalla particolarità piuttosto insidiosa e che quasi nessuno conosce
La lettura è una delle più grandi passioni per molti di noi, al punto che appena possibile chi non può farne a meno va in giro per le librerie a cercare sempre nuovi volumi da divorare. Qualunque sia il genere che più vi appassiona, vi riconoscete di sicuro in questa descrizione e passereste ore per passare in rassegna i titoli più interessanti, o a leggere, dimentichi di tutto il resto, quelli che avete scelto.
In particolare, può capitare di farsi attrarre da vecchi volumi, con copertine dalla rilegatura datata, che rivestono un fascino irresistibile e inconfondibile per i patiti del genere. Dietro alcuni di questi, però, si cela un pericolo da non sottovalutare.
Come se fosse la storia di un appassionante noir o di un thriller, anche se non si tratta di finzione romanzata: è tutto vero. Esistono dei libri velenosi, che possono rappresentare un pericolo per i lettori. Una trama che parte da molto lontano nel tempo e che in qualche modo è arrivata ai giorni nostri.
Riferendoci ai libri verdi velenosi, parliamo di quei libri che sono stati rilegati prevalentemente nell’Ottocento e che presentano una copertina verde, con un pigmento che contiene delle piccole quantità di arsenico.
Si tratta di volumi che possono essere rinvenuti in antiche biblioteche oppure nei classici mercatini dell’usato, dopo essere passati di mano in mano. Lo scorso anno, la Biblioteca Nazionale di Francia e quella universitaria di Strasburgo hanno annunciato il ritiro di alcuni di questi volumi dai loro scaffali. Qualcuno è arrivato anche in Italia: nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze è stata rinvenuta una copia del ‘The Uncommercial Traveller’ di Charles Dickens, che presenta caratteristiche sospette. Di raccoglierli, catalogarli e analizzarli tutti, si sta occupando un particolare progetto dell’Università del Delaware, il Poison Book Project.
Il particolare pigmento utilizzato veniva realizzato con acetato di rame e triossido di arsenico e applicato nell’Ottocento perché dal colore molto accattivante e di moda, ma anche perché molto economico. Le quantità di arsenico presenti all’interno delle copertine non sono particolarmente elevate e non risulterebbero letali per l’uomo, a meno di non essere ingerite.
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